tarda e' l'ora, fredda l'aria, nonostante placido sia il vento, e non vi sia pioggia a riempir l'aria... ma deserto e' il loco, solo oscurita' e gelo vi dimorano, poche sono le torce accese a illuminar il ponte, renderlo sicuro per... nessuno... solo uno, un avventuriero rischia or la gelida notte sul ponte, l'oscurita' che lo abbraccia...
Gabriel Windfeather si stringe di piu' nel mantello, rabbrividendo per il gelo che non solo il suo corpo prova... ben piu' tremendo e' quello che sente nel cuore e nell'animo, lacerati da mille emozioni e desideri contrastanti, sopra i quali ormai troneggia il bisogno di pace, di far cessare quel tormento... freddo e' il volto del ragazzo, solo i neri occhi tormentati riflettono il suo stato d'animo... l'immenso vuoto lasciato nel suo cuore dalla scomparsa del suo amato...
ed in quel gelo, quel gelo invernale, che tutto abbraccia, tutto copre, sul ponte deserto, ora, d'improvviso, un nuovo gelo si sostituisce attorno al corpo del giovane Gabriel, come abbraccio, un gelo di calore intriso, calore, che direttamente nell'anima si insinua, ed una voce, cosi' vicina all'orecchio ora, una voce cosi' familiare, amata... a sussurrare "amor mio..."
Gabriel Windfeather arresta il suo passo a quella sensazione... i neri occhi del giovane si sgranano, increduli, al suono di quella voce... certo quasi che si tratti di un'allucinazione, un altro crudele inganno della sua mente... ma quel calore che sente nel cuore accende in lui una debole speranza.. "Njehem? Amor mio?" chiama in un bisbiglio, mentre i suoi battiti accelerano all'impazzata...
lentamente, ormai dimentico il gelo d'inverno che lo circonda, come, da quella nuova sensazione protetto, da quel calore che l'anima tutta gli pervade preso, Gabriel, sente quella presa, quel dolce abbraccio, lentamente scivolare, ruotare attorno a se, ed or, da dinnanzi a se par provenir la voce che gli sussurra... "Amor mio Gabriel, si... sono io si... io tuo Njehem... tuo in eterno... tuo anche or che son morto..."
Gabriel Windfeather sorride, ora, radioso come se il suo volto riflettesse il calore che prova dentro di se, lacrime di nostalgica gioia fluiscono dai suoi occhi, che ora chiude, con le braccia tenta di cingere l'amato quasi a voler credere che egli si trovasse li’ in carne ed ossa. "Amor mio... amor mio sei qui, sei venuto da me... sei qui con me amor mio... " proferisce, in un sussurro, singhiozzando in quell'incorporeo abbraccio consolatore...
per tutta risposta, inconfondibil risposta, inconfutabil prova, viene infin silenziato il giovane bardo, familiare sensazione di gelido calore, or, sulle di lui labbra va a posarsi, tenero bacio, spettro di cio' che fu perduto, spettro, che or nella di lui anima, a riempirla, scaldarla va... lunghi, lunghi secondi cosi' rimanendo, in attesa... prima di, staccarsi infine, lasciar aria, spazio alle parole, che dall'invisibile, quasi incorporea essenza, vengono ora pronunciate... "sempre con te Amore mio, sempre vicino a te piccolo mio... sempre, in eterno... nel bene e nel male... shh... smetti di piangere... Njehem tuo e' tornato..."
Gabriel Windfeather resta con gli occhi chiusi, in quell'abbraccio, quel bacio... cosi' familiare, cosi' necessario.. una sensazione che il giovane credeva perduta per sempre... e quando l'essenza del suo amato si stacca da lui, il giovane pare quasi rinato, cancellate dal suo volto le sofferenze patite, come se null'altro piu' al mondo importasse... "In eterno, amor mio... non lasciarmi piu'... "sussurra, senza però riuscir a smettere di piangere, nonostante il sorriso "Resta con me, Njehem, amor mio... ti amo... "
silente rimane in quell'abbraccio or lo spirito, invisibile, ma tangibile dell'amato di Gabriel, silente, ad ascoltare, osservare, l'amato, ancor vivo, sofferente, ma ancor vivo e presente, le di lui lacrime, verso cui, lentamente, or si avvicina, e dolce sensazione di gelido calore, or sente scorrere Gabriel sulle proprie gote, lungo la linea delle lacrime, come labbra, ivi posate per raccoglierle, senza pero', purtroppo, riuscire ad ottenere il risultato, nonostante i tentativi, ed ancora ed ancora teneri baci sulle gote tutte posa, prima di, infine, arrendersi, e rimaner ancora li, ancora al vivente stretto, a sussurrare "mai... mai ti ho lasciato amor mio... ti amo, ti amo anche io con tutto me stesso, e mai ti ho lasciato, un attimo, con pensieri o atti, mai... sempre ti amo, sempre ti amerò, e sempre accanto ti resterò, che tu mi senta, che tu mi veda, non importa, io sarò sempre qui, ora, e sempre, per te..."
Gabriel Windfeather singhiozza, senza riuscire ad arrestar le sue lacrime, a quel tocco spettrale sussultando, teneramente sorridendo. "Amor mio, tornare e non trovarti e' stato ...terribile... pensavo ti avessero portato via... quando ho saputo che eri morto io.. credo di essere impazzito... io... oh amor mio, ma tu lo sai meglio di me, vero? Perdonami... e' tutta colpa mia, amor mio... perdonami... ti amo, ti amo, non avrei mai, mai, mai voluto farti soffrire... ma adesso... non ci lasceremo piu', mai piu'... per sempre, amor mio.. .sara' per sempre..."
"per sempre per sempre per sempre..." or, in coro con il giovane bardo, prende a cantilenar lo spettro, mentre piu' stretto, piu' passionale pare farsi la di lui stretta, il di lui abbraccio, attorno a Gabriel, piu' in profondita' andando il calore che trasmette, calore d'amore, e' chiaro ora, nell'anima martoriata del giovane bardo, "... per sempre per sempre..." ancora proferisce, ancora sussurra, lentamente, le proprie spettrali labbra a quelle viventi di Gabriel avvicinando, ora, a sfiorarle, in quel proferire convulso, continuo...
Gabriel Windfeather Un singulto ora scuote il corpo del giovane, mentre disperatamente tenta di stringere a se lo spettro, di toccarlo... non gli importa di non riuscire a vederlo, ma vorrebbe abbracciarlo, stringerlo, carezzargli i capelli... lacrime rigano il volto del ragazzo mentre le sue labbra incontrano quelle spettrali dell'amato, solo in parte placando il desiderio, il bisogno disperato che ha il giovane bardo del suo amato Njehem... enorme e' pero' gia' il conforto a lui portato da quell'effimero abbraccio, dal quale mai piu' vorrebbe liberarsi...
e similmente al vivente amante, anche lo spettro or in quell'abbraccio rimane bloccato, incapace di sciogliersi, di scioglierlo, incapace, non volendo, tornar da dove venne, da dove riusci' a fuggire... o forse... da dove fu rilasciato, e nuova passione riversa ora in un nuovo, spettrale bacio, che al terreno amante, unico amor di una vita, dona, tutto se stesso, in quel singolo, invisibile gesto, dona, in quello, pensieri, emozioni trasmettendo, piu' che parole, un chiaro... "per sempre..." prima di, infine, riluttante, a Gabriel con tutte le proprie spettrali forze tentando di aggrapparsi, esser trovato, e dall'amore, strappato, ancora, nella notte, gridando... "per sempre!"
Gabriel Windfeather spalanca gli occhi quando quel bacio, quell'abbraccio meraviglioso cosi' bruscamente vengono interrotti... un grido lacerante scaturisce dalla gola del ragazzo, nonostante le parole dell'amato ancora riecheggino nell'aere. "Amor mio! Amor mio resta con me!" grida, parole che si perdono nella fredda brezza... "Portami con te!" grida, piu' forte, cadendo in ginocchio, le braccia tendendo verso il cielo...
e lentamente, si spegne anche l'ultimo eco dell'urlo di Njehem, torna infine la pace, la quiete, il gelo, invernale gelo misto ad oscurita', che torna, infine lento, padrone di tutto... ma improvvisamente, nuovamente quella quiete viene rotta, or, bruscamente, familiare voce, spettrale voce da corpo invisibile, nel cielo or riecheggia, in un disperato "NOOOO! Per Sempre!" e rapido torna in terra lo spirito innamorato, rapido torna verso l'amato correndo, rapido, a riabbracciarlo, infine, da altrove trascinato, li, sforzandosi di rimanere...
Gabriel Windfeather in ginocchio a terra, singhiozzando, nuovamente sente su di se' il calore spettrale dell'amato, che nuovamente cerca di abbracciare... "Per sempre, amor mio..." gli ripete a sua volta, a voce alta, disperazione mista a sollievo per il rinnovato contatto... "Non ti lascio andar via... non ti lascio, amor mio, vengo con te..." singhiozza, piu' piano, ora... tacciono le voci nella sua mente, il giovane dai capelli d'argento segue solo quella del suo cuore....
"per sempre... per sempre si amor mio, per sempre, assieme per sempre..." risponde ora quasi tornando a cantilenare, a sussurrare mentre il proprio abbraccio, sempre piu' stringe, sempre piu' sull'amato, sua ancora, sempre piu', non sulle mortali carni, il cui tocco raffredda e passa senza quasi sentirle, ma sulla di lui anima, stretta d'amor, amor che scalda, che penetra e sempre piu' assieme si salda, mentre di resistere cerca a quelle forze che altro cerca di trascinarlo, con forza immane, con forza che or, si va a ripercuotere sull'anima di Gabriel, quasi, con se andando a trascinarla... Gabriel, con l'anima propria, finalmente, ora, sembra aver afferrato qualcosa, tra le braccia, le spirituali braccia dell'anima innamorata...
Gabriel Windfeather "Per sempre..." continua a sussurrare, all'unisono con il suo amore ritrovato, mentre la sua stretta sente, dentro di se'... mai cosi' profondo e' stato l'abbraccio fra i due amanti... abbraccio a cui il giovane non si sottrae, anzi... con tutte le forze l'anima del ragazzo tenta di stringere a se' quella del suo amato Njehem, non volendosene mai piu' separare... "Per sempre, amor mio..." ripete ancora, or non riuscendo a distinguer le parole pronunciate da quelle solo echeggianti nel fondo del suo cuore...
"per sempre..." risponde ancora l'anima nell'anima, del defunto Njehem l'essenza, che sempre piu' a quella dell'amato si stringe, ormai, quasi senza piu' opporsi al trascinamento delle superiori entita', ormai, solo pensando all'amore ritrovato, a quell'abbraccio, quel calore, che in se sente, che riesce a trasmettere, al tutto, che or sta divenendo con l'amato Gabriel, la cui anima, cosi' stretta a quella del defunto amato, or, sempre piu' il contatto perde con il proprio corpo, con le proprie mortali spoglie, da cui, lentamente, lentamente, volta per volta, si stacca, qualcosa, si oscuro, lurido, lasciandovi, epurata, lentamente, stretta in quell'amore, ormai eterno, sale, lentamente, verso un altro piano di esistenza... infine, il corpo, come burattino a cui vengono tagliati i fili, lasciando cadere, a terra, sdraiato... in quiete, per qualche secondo... poi... uno sbuffo, dalla bocca dal naso, nero, nella notte sale, si confonde, e poi... la quiete, il gelo invernale... ed un corpo senza vita...