Bodrec [Vicolo laterale] Il di lui passo all' alboreo ma ignaro sentier che all' incontro con amata lo avrebbe portato, fiero nel lignaggio, vestente in armatura lucida, con elmo legato al fianco, sotto bianca pazienza e strascico di mantello che alla brezza serale dondola come il desio del fato, a volte benevolo , a volte truce... ingiusto forse per coloro che il destino non tessono.... Un sorriso amaro sulle di lui labbra, forse dovute a quella fitta la cuore, forse a quei sogni che la mente hanno tempestato nelle passate notti... Sereno comunque appare nell' incontro con la sua amata, ed il suo futuro figlio. Sorridente accelera il passo........ Radioso e preoccupato allo stesso tempo.. forse un fardello di contraddizioni in codesta serata.
Bodrec [Vicolo laterale// Ingresso piazza] ed il di lui passo all' unisono mescolano sapienza ed arcaico dolore che nelle viscere dell' animo del Paladino tramestano al par di mar in tempesta. La destra ondula nell' avanzare mentre il clangore metallico, sorriso di lama dormiente nel di pelle fodero ricorda i tempi lontani, in cui la battaglia era viva in campo e non voce sopita in animo rattrappito da moltitudine di ricordi. Dolore nello sguardo del paladino, i cui passi or dal vicolo all' ingresso nord che allo sacro spiazzo ove radici nel terreno dettano legame fra il cielo e l' elemento terra sanciscono lo hanno condotto.... l' acqua nel suo dolce scorrere, rimestata dalla fontana lontana nel suo tipico acquoreo ciarlare fanno sorridere il Paladino.. un nome sulle labbra, tremanti nel acronimo proferir increspano labbro mentre doloroso il tratto adduce in lacrima malcelata: Gabriel........ - scuotendo il capo avanza.. guadagnando l' ingresso ove mancina poggia su di una colonna per l' uscio varcar solerte... e lasciarsi dietro il vicolo palesandosi in lontananza, rimanendo solo con il freddo, quello dell' anima. Come strano presagio nell' animo del Guerriero illuminato.. che gioisce e teme allo stesso dempo della vista dell' amata, neanche ella fosse un potente veleno.. dolce al sapore.. ma letale al tocco.
Coral attende, sotto l'albero che fu testimone dei primi baci scambiati col suo amato, e dello scoppio della passione che li portò a concepire il figlio ormai perduto, attende come ormai fa da giorni... con sicurezza, questa volta, dato l'appuntamento preso... una certezza che pesa come piombo sul cuore della giovane, ma che allo stesso tempo ella desidera... e ritta, in piedi, in silenzio ella scruta le ombre velate dalla nebbia...
Bodrec [Albero// seduto] pensier or muta in concezione, mentre sul volto del paladino, nella sua cupa espression che a dichiarata guerra l' animo ad ingrigirsi porta, un sol raggio di sol, come barlume nelle luminescenti iridi colore porta... Coral il Suo nome, in increspar di labbra, tese per preoccupazione rilassate per color e sapor di bacio rubato, a contatto con il di lei respiro fino a che necessità di fiato strappo il contatto...... Ed ecco una sagoma che lo sguardo vacuo va a ricercar nel loco. . Un volto il cui color della vanesia luna non rende grazia all' icona che dimora nella mente del Cavalier che dal cuor ricordo ghermisce... Scuote il capo a piu riprese colpito dalle pietre delle vicende passate, mentre lasciandosi andar ad un profondo respiro or la volta celeste osserva, muto in favella, ma in acceso pensiero. Avvedendosi ora della figura della dama accelera il passo sorridendo nella di lei direzione per Poi mormorare in un tiepido bacio sulla fronte della Stessa: Lux Domine amor mio. - Tremante lo sguardo mentre spossato posa membra ai piedi dell' albero, quasi presagisse cio che andrà ad accadere...
Coral mormora in cuor suo una silente preghiera ad Ilmater, quando vede infine giungere l'amato Bodrec, mentre nulla cerca di lasciar trasparire dal suo volto... al proprio Dio domandando la forza per sostenere sè stessa ed il proprio amato. La giovane donna chiude gli occhi quando egli la bacia sulla fronte, e prende un respiro profondo, mentre accanto a lui ora si siede, rispondendogli "Salve a voi, mio amato". Un altro respiro ella prende, ancora invocando silenziosamente coraggio...
22:19 Bodrec: [Seduto osserva l' amata] Ordunque, non celate turbamento che si palesa in voi..... Testimone ne è il mio cuore... Una luna nefasta, un sogno, forse un presagio..... [scuotendo il capo strappa con la mancina un filo d' erba per poi lasciarlo volare lontano, forse come lo stesso vorrebbe fuir per una volta di fronte incombenza di cui gravita non concepisce, ma nell' aria sente, come lama sul capo di condannato.. Come lacrima non versata o parola non detta] Appuntamento di Deste.......... [guardando la dama negli occhi, profondamente, forse rassegnato, forse stanco] io sono qui...... favellate ordunque [pronunciato in un tremito di voce, quasi egli fosse infante, quasi malfattore di fronte la luce... tremulo in essenza]
22:30 Coral: [a fianco dell'amato, lo guarda negli occhi, faticando a sostenerne lo sguardo, nonostante la muta e continua preghiera ad Ilmater che la giovane continua ad innalzare nel proprio cuore. Con mano che fatica a mantenere salda, la giovane prende quella dell'amato, come per arrecargli già conforto...infine, a voce bassa, ma salda, infine, pronuncia ciò che da una settimana ormai le grava sul cuore] Bodrec, mio amato... forse gli dei già vi hanno mandato un segno, dunque... ecco, temo di.. di aver commesso un errore... io ...io forse troppo presto vi ho dato la lieta novella, mio amato... forse io... avevo commesso uno sbaglio nel calcolare ... io....[continua, ma la sua voce si incrina improvvisamente... incredula pare la fanciulla, per quel che le è appena uscito dalle labbra... immediatamente distoglie lo sguardo da quello del cavaliere....]
22:35 Bodrec: [la presa della mano stretta in vigorosa morsa che lieve vuol esser ma forse ancora del contatto terreno con l' amata] Ordunque Voi..... [Sbiancante in volto mentre il cuore le viscere sconquassa] Gabriel.... Gabriel.... [Scuote il capo a piu riprese] Ordunque voi.......... [nega nello spirto quello che sguardo d' amata gia hanno sancito. Abbassando al terreno lo sguardo per poi innalzarlo al cielo Mormora a fil di voce] Fu errore nel Femmineo Calcolo del Giunger ..... [fortemente imbarazzato, mentre ora con voce roca avvampa] O fu forse incuratela, da parte vostra.. che ad atto ingnomignoso venne a vita prematura estirpar in esser? [scuote il capo mordendosi un labbro mentre la mancina nella terra e infilata. nella nuda terra ei trova conforto, forse nascosto in tumido anfratto, autistico al mondo per una volta vorrebbe esser mentre credo pericolosamente vacilla] Lathander Mormora....... Una nuova alba [ Guardando ora la dama tuffandosi nel suo sguardo] Vi prego non lasciatemi agonizzare........ Finitemi con tale notizia.. un colpo dritto al cuore..... [sorride a malapena]
22:46 Coral: [alle parole del cavaliere, ancora aumentano la vergogna ed il senso di colpa nel cuore della giovane donna, sensazioni alle quali si aggiunge il percepire la disapprovazione di Ilmater nei propri confonti, avvertendo la quale la giovane si inginocchia, a capo chino, continuando a tenere la mano dell'amato, costringendosi ora ad alzare lo sguardo, a rivelare infine la verità] Mio amato, non posso mentirvi... partecipai, la scorsa settimana, ad una missione.... fui ferita gravemente al ventre, e trapassata da parte a parte al petto... sopravvissi per grazia di Ilmater, ma non... non fu così per il bambino... non fu errore di calcolo, ma sconsiderata imprudenza da parte mia... [conclude, di nuovo chinando il capo, ancora in ginocchio]
2:56 Bodrec: [Alzandosi in piedi nuovamente si allontana di un metro lasciando alle spalle la dama] Ordunque il destino di un cavaliere.. ordunque la strada di un paladino....... [abbassando lo sguardo mormora ora , forse per l' ultima volta nei panni del signore della Luce] Io no ho nulla da perdonarvi [mentre lacrime sgorgano dal volto del guerriero, stranamente calmo] Voi avete seguito la via che gli dei hanno per voi prescelto.... [stringendo ora i denti si lascia andare in un grido liberatorio. La muscolatura contratta mentre elargisce al cielo come dardo infuocato tutta la sua rabbia ed il dolore di cui è intriso] Noooooooooooooooooooooooooooo! [facendo perdere ai quattro venti l' eco del suo dolore, or sol vuoto nel suo petto, mentre con sguardo arcigno alla volta celeste inespressivo adduce] Voi..... Lathander.. proclamate gioia e Rinascita...... Voi lathander... che fate in modo ch' io curi i figli ed i destini degli altri.. Voi Lathander... non avete mosso un dito per mio Figlio....... [Stringendo ora la destra sull' impugnatura della spada] Voi... [gridando] Pantheon celeste!!! Avevate forse paura ch' io o la diletta Coral non adempissimo al Nostro status..... Un Paladino ha il diritto di essere Felice???? Cosa sono io!!!!!! Un burattino privo di sentimenti??? Lathander............... [Estraendo ora la Spada la getta in terra] Coral... non ho saputo nuovamente difendere l' amore.......... [Voltandosi verso la Dama mentre rosse lacrime solcano il Volto del Guerriero] Ho fallito.. e da oggi non mi fregerò piu del titolo di cavaliere............ [Abbassando lo sguardo] L' amore.. La speranza.... L' oblio........ [In un gesto folle estrae uno stiletto accoltellandosi alla spalla sinistra e poi al costato, sulla coscia e nel ventre] Lathander..... Godete del mio sangue...... del mio dolore... del resto e di questo che vi nutrite........ nel dolore vedo meglio l' altrui luce.... è questo che volete........... [ mentre gli abiti si tingono irrimediabilmente di rosso]
23:16 Coral: [scioccata osserva il gesto insano dell'amato, immediatamente reagendo, sostenuta forse da Ilmater, che ha tanto invocato... per una volta non resta prigioniera del senso di colpa, ma reagisce, alzandosi, dall'amato correndo, non cercando neppure di strappagli lo stiletto, ma invece tentando di abbracciare il cavaliere, con forza... fissandolo ora negli occhi, a voce chiara e decisa dicendogli] Bodrec! Bodrec, mio amato, ascoltate! Ascoltatemi, per l'amor del cielo! Non bestemmiate, non prendetevela con gli dei, nè tantomeno con voi stesso... anch'io commisi l'errore di imputare parte della colpa ad Ilmater, ma ero in errore... la colpa è del mio comportamento, è solo mia, Bodrec... vi prego, tornate in voi...mio amato, affidatevi al vosto dio Lathander, in lui dovete trovare la forza, non rinnegarlo... vi prego, amore, vi prego... ascoltatemi... [gli dice... con ferma dolcezza, tenendo lo sguardo fisso nel suo, e continuando a cercare di stringerlo a se]
23:20 Bodrec: [Lasciando cadere ora a terra lo stiletto] Coral...... [Mormora guardando il cielo, senza null' altro proferire, si lascia cadere nell' abbraccio dell' amata mentre sorride mormorando adesso] Il tepore del Vostro Corpo....... [Piangendo] Vi prego, non lasciatemi anche Voi.......... [Sorridendo alla volta della Dama] Forse.... avremo altri figli? [speranzoso nello sguardo per poi cupo ritornare] Lathander.. Luce....... [scuotendo il capo si accascia al suolo svenuto, come fuscello la terra tocca....... palesando l' inespressività di coloro che nel sonno dell' oblio dato da svenimento nulla percepiscono se non quiete]
Coral sostenendo l'amato privo di sensi, la giovane fa in modo che il cavaliere si accasci a terra dolcemente... teneramente gli carezza il capo, mentre alza lo sguardo al cielo, mormorando "Ilmater, mio signore, è giusto se deciderai di punirmi perchè le mie labbra ed il mio animo ho macchiato con la menzogna... ma una grazia ti chiedo, concedimi di sanare le ferite di quest'uomo, e dona lui il tuo conforto..." prega, poi pone le mani sulle ferite del cavaliere, senza smettere di pregare il suo dio [imposizione delle mani]
Bodrec rinvigorito dal tocco della dama, dall' imposizione delle mani, sorridendo guarda la dama mormorando: Voi siete la mia luce... anche se mi infilaste uno stiletto nel petto, io mai potrei credere che voi vogliate farmi del Male... Coral.. Non lasciatemi mai.. ve ne prego............. [stringendo adesso le mani dell' amata] Sono un folle... ma voi.. voi non avete idea di quanto dolore.. di quanto...... [sorridendo fra le lacrime] Voi avete fatto il vostro dovere.... è cosi amaro esser servi del bene a volte....... [Scuotendo il capo] siete piu forte di me................ ma.... il bodrec che conoscevate muore adesso fra le vostre braccia......... [tossendo] non sono abbastanza forte per sopravvivere in quest' era........... l' era della forza... e dell' oscuro dominio [piangendo ora] Chi sono io? Chi sono................. [voltandosi cerca di rialzarsi mormorando] La mia spada... la mia spada.....
Coral ringrazia Ilmater per averle concesso di curare il suo amato, ed ora, passando un braccio sotto l'ascella del cavaliere lo aiuta dolcemente ad alzarsi, continuando però a sostenerlo, e nuovamente guardandolo negli occhi proferisce "Shh... Bodrec, mio amato... coraggio... è solo il dolore che vi fa parlare così... voi siete forte quanto e più di me... io lo so, lo leggo nei vostri occhi, nel vostro animo... ma siete comunque un uomo mortale, avete bisogno di sostegno... amore mio, ricordate... che ci saranno sempre tre cose su cui potrete contare... la vostra fede in Lathander, che vi darà speranza... il mio signore Ilmater, che a tutti dà conforto, se invocato... e me... me, Bodrec... che per quanto piccola e imperfetta, sarò sempre al vostro fianco... sempre... sempre." ripete, senza lasciare il suo sguardo. Poi, con un lieve cenno della mano, indica al cavaliere la spada da lui gettata. "Ecco la vostra spada... raccoglietela, mio amato..." gli dice, con ferma dolcezza, continuando comunque a sostenerlo finchè egli non si senta in grado di reggersi da solo.
23:51 Bodrec: [Recuperata la spada mormora in direzione della dama] Vi amo....... [sorridendo] ma ora devo rimanere da solo.... e capire cosa mi sta succedendo....... [Sorridendo] Vi prego... il templio sara la mia casa per codesta notte... attendetemi nel nostro eremo...... [abbassando lo sguardo] quando sarò pronto.. io .. tornerò da voi [lo sguardo presagisce morte e distruzione, anche se un barlume di speranza sofferente, fioco si barcamena nel nero lago della rabbia del paladino
23:58 Coral: [annuisce lentamente, nuovamente incrociando lo sguardo del paladino] Non c'è luogo migliore dove possiate andare, mio amato. Io stessa vi ho trascorso tre giorni, dopo... quello che è successo. Non limitatevi a questa notte, se sentite di aver bisogno di più tempo.... riflettete, pregate finchè ne sentirete la necessità... finchè i vostri dubbi non saranno dissipati. E non temete a chiedere l'aiuto dei sacerdoti, loro vi aiuteranno. [dice, per poi addolcire di molto la voce, aggiungendo] Anch'io vi amo. [La giovane poi si volge verso l'uomo appena arrivato, sorridendogli] Che Ilmater vi benedica, fratello... lasciate andare Sir Bodrec, non è il momento adatto per le conversazioni. [gli dice con schiettezza, ma cortesemente] (NdA: era arrivato un giovane monaco che voleva parlare con Bodrec)
00:00 Bodrec: [Sparendo nelle ombre della notte dopo aver rinfoderato la spada] Lathander... quale altra prova .. qual tormento ancora.... Immolate me sull' altare del sacrificio.. non nutritevi delle mie lacrime..... [scappando via senza salutare il nuovo giunto vista la disperazione in atto] Coral... Vita mia........... Non voglio perdervi [l' eco risuona lontanamente mentre la figura ormai lontana del paladino scompare in direizone del templio]